BEATI GLI ULTIMI (SE I PRIMI SONO ONESTI): MEGLIO RICCHI CHE POVERI

Essi plà 'me na ran-a
Essere pelato come una rana (essere completamente privo di mezzi)
Di persona nuda, inerme, indifesa, che non ha nemmeno un soldo.
 
Ndé 'n canèla
Andare in cannella (andare in rovina)
La corteccia di cannella veniva triturata dal farmacista e quindi ridotta in polvere: di qui l'analogia con la situazione di coloro che vedevano il loro patrimonio andare in polvere
 
Nen avej 'd lard da campé ai gat
Non avere lardo da gettare ai gatti (essere in ristrettezze economiche)
In certe situazioni anche la più piccola risorsa è indispensabile.
 
Litighé 'l toch 'd pan
Combattere per avere un pezzo di pane
Quest'espressione ci fa capire in quale indigenza dovesse versare la povera gente una volta (e probabilmente anche oggi).
 
Vivi 'd lisèrte
Vivere di lucertole (essere denutrito)
Riempirsi lo stomaco con tale cibo non deve essere molto facile.
 
Andé a mangé 'n sla gèra 'd Tani
Andare a mangiare sulla ghiaia del Tanaro (digiunare)
Perché si dovrebbe andare a mangiare sulla ghiaia del Tanaro? Per nessun motivo, a meno che non ci si vada per distrarsi e dimenticare la fame.
 
Mangé pan e pòles
Mangiare pane e pollici (non aver nulla da mettere sotto i denti)
Un'altra espressione che ricorda i morsi della fame senza pronunciare la parola direttamente.
 
Mangé pan, saliva e cotel
Mangiare pane, saliva e coltello (avere ben poco da mangiare)
Il pane c'è, ma saliva e coltello non sono molto consistenti come companatico.
 
 A l'è na grùpia
È una mangiatoia (un posto dove ci si arricchisce in modo disonesto)
Sovente i funzionari pubblici sfruttano la loro posizione per servirsi in questa mangiatoia, le cui pietanze principali sono mazzette e tangenti.

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