CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO

E' gobbo perché appare fisicamente curvato, quasi accartocciato su se stesso. Oltre all'aspetto, possiede altre esclusività, in primo 
luogo il colore: bianco panna, che sa esprimere già alla vista un 
sentore di dolcezza e fragilità; poi il croccante delicato, si 
spezza al contatto e subito si scurisce. Infine al palato è 
deliziosamente dolce, probabilmente l'unica specie di cardo che si può mangiare anche crudo senza condimento.
Nizza è la città capoluogo della sua area produttiva, ma è molto 
estesa la coltivazione anche nelle vicine Incisa Scapaccino e 
Castelnuovo Belbo. Infatti i terreni sabbiosi di origine alluvionale 
che costeggiano il fiume Belbo, insieme ad un clima autunnale 
nebbioso e freddo, consentono la buona crescita del cardo. Ma ci vogliono anche l'esperienza e le cure assidue dei "cardaroli", che utilizzano solo il tipo spadone. La semina avviene in primavera avanzata; nel corso dell'estate le piantine vengono diradate, a fine settembre vengono scalzate da un lato, coricate e progressivamente coperte di terra. Questo procedimento, con la complicità delle brume novembrine, provoca l'incurvamento e l'imbianchimento del cardo, che giunge a completa maturazione soltanto quando le prime gelate ne ammorbidiscono l'aspra fibrosità.
Il cardo gobbo trova il suo trionfo maggiore nella bagna cauda, 
prestando inoltre le sue inconfondibili peculiarità per la 
preparazione di tortini o flan in accompagnamento a fonduta, oppure appena scottato nell'acqua salata e fornito come base di fondute o di salse con l'acciuga.


PEPERONE QUADRATO DELLA MOTTA

La prima denominazione d'origine è stata "Peperone quadrato d'Asti, rosso e giallo", ma è più giusto riconoscergli l'originalità della Motta, una piccola fertilissima frazione di Costigliole d'Asti.
Rossi e gialli, in prevalenza gialli con tracce di verde, quadrati, 
robusti e anche pesanti, con polpa carnosa e delicata, molto 
profumata..
La stagione di raccolta è centrata nel mese di luglio; per 
assaggiarlo al meglio crudo è necessario aprirlo e spezzarlo con le mani senza usare il coltello, nella maniera tradizionale, 
accompagnato con un filo d'olio e magari un'acciuga. Peperoni e coniglio è un classico, come anche intinti nella bagnacauda, ma ancora più tipica astigiana è la peperonata, misto di pomodori e peperoni cotti.
Si può conservare sott'aceto o meglio, dopo essere stato scottato sulla griglia, dentro barattoli trattati a bagnomaria.

ASPARAGI "SARACENI" DI VINCHIO

L’asparago è una pianta della famiglie delle Asparagacee che, a completo sviluppo, presenta fusti annui, sottili, assai ramificati, alti 2 – 3 metri, portanti minuti fillodi aghiformi. Gli asparagi che vengono consumati come ortaggio sono i giovani fusti teneri (turioni) crescenti da un ammasso di radici un po’ ingrossate (zampe). Per la coltura sono necessari terreni sciolti e drenati, arricchiti di buone concimazioni organiche. Gli asparagi crescono in modo ottimale sulle colline Vinchiesi e quelli che qui si producono prendono il nome di "Asparago del Saraceno" perché la collina dove sono coltivati in maggior quantità è detta Bricco dei Saraceni (Il toponimo deriva dal fatto che nella zona nel 935 si svolse una cruenta battaglia tra gli invasori berberi e le truppe Aleramiche).                        Da circa venticinque anni, Vinchio dedica all’Asparago del Saraceno una Sagra che è diventata ormai un appuntamento classico. La manifestazione, organizzata dalla Pro-Loco, si svolge la prima domenica di maggio ed in quell’occasione oltre ad acquistare il prelibato ortaggio dai produttori locali e possibile gustare il pranzo preparato dalle valenti cuoche dell’associazione che propongono un ricco menù a base di asparagi e di altri piatti tipici locali.                                       Gli asparagi costituiscono un alimento apprezzato, preparato più spesso come piatto a sé stante che come verdura di contorno. Gli asparagi vengono lessati e si possono gustare in svariati modi: alla parmigiana, semplicemente intinti nell’olio, con salse particolari oppure con l’aggiunta di uova (- ‘spars mariò - asparagi maritati).

 

 

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